Venerdì 12 Marzo 2010
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Prospettive di occupazione per professione a medio termine
Previsioni nazionali (livello di disaggregazione della “classificazione delle professioni” al 3 Digit)
Il metodo di stima della proiezione dell’occupazione per professioni si basa sull’utilizzo di due elementi: le previsioni dell’occupazione per settore a livello nazionale e una matrice settori-professioni, anch’essa a livello nazionale, che riporta la composizione dell’occupazione per professione all’interno di ciascun settore nell’anno di partenza della proiezione. La proiezione dell’occupazione per ciascuna professione si ottiene sommando le previsioni occupazionali di quella professione in tutti i settori.

La variazione nello stock di occupazione fra due periodi di tempo rappresenta però solo la domanda di lavoro aggiuntiva. In realtà la domanda totale di lavoro per ciascuna professione in un dato periodo di tempo comprende anche una “domanda sostitutiva” data dal numero di lavoratori che il sistema produttivo occupa in sostituzione dei lavoratori che escono dall’occupazione per diversi motivi, quali pensionamento, mortalità, dimissioni. Il metodo di stima della domanda sostitutiva per professioni si basa sull’utilizzo della quota di uscite dall’occupazione calcolata come media temporale dei dati longitudinali della Rilevazione Istat sulle forze di lavoro nel quinquennio precedente l’anno di partenza delle proiezioni. La proiezione della domanda sostitutiva per ciascuna professione si ottiene come prodotto della quota media di uscite per lo stock di occupazione previsto.

Si ricorda comunque che le previsioni dell’occupazione e della domanda sostitutiva per professioni hanno carattere di stima e vanno prese con le dovute cautele.
Al fine di minimizzare il rischio di stime errate sono stati addottati i seguenti accorgimenti:

  • utilizzo di differenti metodologie per la proiezione della matrice settori-professioni che si differenziano per le ipotesi sottostanti l’evoluzione delle quote dell’occupazione per professione all’interno di ciascun settore: metodologia dei coefficienti fissi e metodologia dei coefficienti variabili.
  • diffusione delle stime sulle tendenze occupazionali per professioni ad un dettaglio di disaggregazione (3 digit) inferiore rispetto a quello massimo disponibile (4 digit). Sono comunque disponibili al massimo livello di disaggregazione indicazioni qualitative sulle tendenze dell’occupazione per professioni.
  • confronto con le previsioni occupazionali per professione relative al periodo immediatamente precedente.
  • confronto con le tendenze occupazionali più recenti che emergono dagli studi e dalla letteratura empirica esistente.

Previsioni regionali (livello di disaggregazione della “classificazione delle professioni” al 2 Digit)
Il metodo di stima si basa sull’utilizzo di due elementi: le previsioni della domanda di lavoro per settore a livello regionale e una matrice settori-professioni, anch’essa a livello regionale, che riporta la composizione dell’occupazione per professione all’interno di ciascun settore all’anno di partenza. La proiezione dell’occupazione regionale per ciascuna professione si ottiene sommando le previsioni occupazionali di quella professione in tutti i settori, con il metodo a coefficienti fissi.

Le previsioni dell’occupazione hanno carattere di stima e, soprattutto nel caso delle previsioni regionali, vanno prese con la massima cautela.

Al fine di minimizzare il rischio di stime errate sono stati addottati i seguenti accorgimenti:
  • diffusione delle stime sulle tendenze occupazionali per professioni ad un dettaglio di disaggregazione (2 digit) inferiore rispetto a quello massimo disponibile (4 digit).
  • confronto con le previsioni occupazionali per professione relative al periodo immediatamente precedente e con le tendenze occupazionali regionali più recenti che emergono dagli studi e dalla letteratura empirica esistente.
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