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Lo studio delle previsioni degli andamenti dei settori di attività economica nel medio periodo si basa un modello econometrico applicato al Decreto di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF).
Le evoluzioni descritte hanno natura previsiva, e vanno quindi considerate come la realizzazione futura più probabile, pur all’interno di una banda di possibile errore.
L’esistenza e la dimensione di tale banda è connessa a varie tipologie di incertezza:
- il modello è “pilotato” da variabili esogene, cioè non previste ma desunte da uno specifico scenario, che nella fattispecie è quello contenuto nel DPEF dell’anno di riferimento. Ciò è vero in particolare per la variabile di attivazione economica, cioè il valore aggiunto
- le equazioni di domanda di lavoro, stimate sulla base dell’esperienza storica, possono subire modificazioni negli anni interessati dall’esercizio previsivo. Per controllare queste eventuali instabilità, la stima del modello è costantemente aggiornata, sulla base delle informazioni più recenti
- la banda di errore tende ad ampliarsi, in funzione della lunghezza della previsione e del livello di disaggregazione delle variabili considerate. L’incertezza più marcata si riscontra quindi per le previsioni riferite all’anno più lontano del periodo considerato e in relazione all’occupazione regionale, per singolo settore.
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